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Piante Officinali

Energy Drinks ed estratti vegetali – parte 3

Il passaggio degli energy drinks di prima generazione a quelli attuali è sottolineato da un’intensa attività di marketing che ha modificato il brand del prodotto, assegnando nomi come Green Energy Drinks e Brain Drinks, intervenendo sulla grafica e sui colori, inserendo il verde e il grigio che richiamano la natura e il cervello, avviando campagne, ad esempio, in cui si invita a “rottamare il passato” con la consegna di vecchie lattine per ottenere in cambio la nuova bevanda.

Energy Drinks o Green Energy Drinks

Nonostante l’apparenza li voglia diversi, di fatto la formulazione è pressoché simile e finalizzata a sottolineare, ancora una volta, sia l’aspetto stimolante, che antiossidante, che quello adattogeno. Infatti, negli energy drinks di prima generazione l’obiettivo primario era ottenere un effetto stimolante, in quelli di nuova concezione si aggiunge un effetto adattogeno e antiossidante, con l’obiettivo di riconquistare la quota parte di consumatori sportivi, che nel tempo hanno abbandonato il loro uso, in quanto proiettati verso un regime alimentare sano e naturale, lontano dalla natura sintetica tipica delle prime bevande energetiche e la quota parte di consumatori che sono alla ricerca semplicemente di migliorare le proprie prestazioni mentali.

Gli effetti dei Green Energy Drinks

L’azione psicostimolante, rimane presente e garantita dalla presenza delle metilxantine contenute nelle droghe caffeiche, che, ricordiamo, sono caffè, matè, guaranà e tè verde. Tale azione risulta essere differente da quella derivante dalla caffeina pura in quanto, l’assorbimento delle xantine vegetali, soprattutto derivanti dal guaranà, sono rallentate dalla contemporanea presenza dei composti fenolici e sono modulate dalla presenza della L-teanina del tè verde. Ciò si traduce in un effetto fisiologico più blando rispetto alla caffeina di sintesi e più duraturo nel tempo, che, presumibilmente, si traduce in una diminuzione del consumo di energy drinks.

Inoltre, si ha il valore aggiunto dell’estratto vegetale del guaranà e del tè verde: il primo ha dimostrato scientificamente di migliorare le prestazioni della memoria secondaria (lungo termine), la vigilanza e l’aumento del coefficiente d’umore, che non derivano solo dalla caffeina, ma anche dal fitocomplesso in sé; il secondo, grazie alla combinazione della L-teanina e della caffeina, ha dimostrato di migliorare l’attenzione ed avere effetti cognitivi benefici.

L’attività antiossidante, novità delle bevande di nuova generazione, è svolta simultaneamente da composti fenolici e polifenolici presente nei vari estratti, come acido clorogenico, catechine e tannini. Tali composti hanno sia un’azione di radical scavenger che di chain – breaker sui radicali liberi.

Scopo dello studio dei Green Energy Drinks

Lo scopo di questo lavoro è stato quello di dimostrare il trend evolutivo degli energy drinks, a mio avviso positivo, grazie all’introduzione di un maggior numero e tipo di estratti vegetali in sostituzione di sostanze pure o di sintesi, che migliorano l’efficacia del prodotto, ne allargano lo spettro di azione, gli conferiscono un sapore gradevole che permette di evitare un’eccessiva aggiunta di aromi, zuccheri e/o edulcoranti.

L’uso degli estratti vegetali fa sì che diminuiscano gli effetti collaterali legati alle sostanze psicostimolanti, grazie al loro diverso assorbimento, che comporta un effetto più stabile e duraturo nel tempo, e grazie alla presenza di molecole in grado di attenuarne l’attività biologica. Tutto ciò si traduce in una diminuzione di assunzioni multiple dell’energy drink, sfavorendone l’abuso.

Inoltre questa nuova generazione di energy drinks, grazie all’uso degli estratti vegetali, si è arricchita nelle formulazioni di numerose molecole antiossidanti, che forniscono un aspetto più salutistico alla bevanda, ponendo l’attenzione su ambiti che esulano dalla semplice stimolazione cognitiva e mnemonica.

Piccolo promemoria

Migliorare il prodotto, e conferirgli una connotazione salutistica, non vuol dire averlo reso innocuo e fruibile da chiunque: inserire estratti vegetali all’interno di una formulazione, significa essere consapevoli di usare un fitocomplesso, cioè un insieme di sostanze biologicamente attive che possono provocare reazioni fisiologiche di notevole importanza ed interferire con i medicinali eventualmente in uso.

Gli energy drinks di nuova generazione, a mio avviso, rimangono bevande di cui deve essere scoraggiato l’abuso da parte di tutti i consumatori in più, non sono somministrabili a bambini, donne in gravidanza e allattamento e a soggetti con patologie. E’inoltre fortemente sconsigliata la combinazione con l’alcool, dal momento che i benefici indotti dalle piante non riguardano la riduzione degli effetti dell’alcool stesso.

Nonostante il Dipartimento della Gioventù e il Ministero della Salute abbiano avviato, nei limiti della loro competenza, delle linee guida in merito alle bevande energetiche, sarebbe opportuno, visto l’impatto commerciale e sociale, soprattutto su fasce di età giovani che vengano condotti studi più approfonditi, anche su soggetti umani, sugli effetti di un simile prodotto somministrato nella sua integrità visto che la quasi totalità degli studi disponibili si sono concentrati sul singolo principio attivo. Ciò garantirebbe una maggiore chiarezza sugli effetti e sulla quantità d’uso, permettendo un’informazione corretta ed omogenea, anche finalizzata a contrastare la convinzione che gli energy drinks  che utilizzano gli estratti vegetali, siano innocui e benefici, in quanto naturali.

Nel frattempo, a mio avviso, la parola d’ordine può essere solo moderazione, ai fini di usufruire degli effetti positivi che vantano, scongiurando quelli negativi che potrebbero sopraggiungere con un eventuale uso indiscriminato.

Torna a leggere la parte 1.

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Dott.ssa Ambra Centra

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