La Viola Mammola: usi in erboristeria e cosmetica

23 Marzo, 2018 0 di Dott.ssa Ambra Centra

La viola mammola… quanti ricordi! Quando ero piccola e andavo a trovare mia nonna in campagna, raccoglievo sempre un mazzetto di viola o violette, da regalare alla mia mamma … Sfido chiunque a non avere mai raccolto un mazzetto di violette da portare a casa, attratti dall’eleganza della corolla e dall’intensità del profumo …

In realtà, il profumo della Viola svanisce piuttosto rapidamente per la nostra ridotta capacità olfattiva, che ci costringe ad annusarla spesso, ma dobbiamo fare attenzione  perché lo Ionone presente nel fiore induce il sonno. Basta pensare che il soprannome della Viola è “dono del sonno” e che i fiori venivano utilizzati  per realizzare i cuscini del sonno (sleeping pillows) dei reali inglesi.

Le sue note olfattive così particolari ed intense non sono passate inosservate ai nasi sopraffini degli antichi profumieri, soprattutto intorno agli anni 20 e 30, tanto da essere simbolo della città di Parma, luogo in cui l’allora Duchessa Maria Luigia D’Asburgo, ne iniziò la coltivazione seguendo le indicazioni dei frati alchimisti.

Simbolo di innocenza,pudore,onestà e  modestia, La Viola odorata L., nota anche come Viola mammola,  è una pianta perenne di piccole dimensioni appartenente alla famiglia della Violaceae, diffusissima in tutto il nostro paese fino a 1200 metri s.l.m., facilissima da incontrare in luoghi incolti erbosi, vicino alle siepi, prati e al margine dei boschi e facile da riconoscere per via dei fiori profumati di un colore viola intenso.

La viola cresce in luoghi ombrosi, in terreni umidi, né troppo acidi né troppo calcarei, purché ben drenati e, pur avendo una buona resistenza al freddo, predilige un clima mediterraneo con inverni mediamente freddi.

Viola mammola

Uso della Viola in Erboristeria e Cosmetica

I principi attivi della Viola sono mucillagini, emetina, irone, acido salicilico, glucoside e essenza di violetta,saponine, carotenoidi, tannini, flavonoidi, gaulterina.

In erboristeria la viola è impiegata per le sue proprietà emollienti ed espettoranti ed è utile in caso di affezioni catarrali delle vie respiratorie e, più raramente, come lassativo in pediatria. In particolare, i fiori sono l’ingrediente principale dello “sciroppo di violetta”. Il rizoma è ricco di amido e mucillagini, contiene  violina, con azione espettorante ed emetica a dosi elevate.  Le foglie sono tradizionalmente utilizzate nel trattamento della cistite e come colluttorio per infezioni della bocca e della gola.

Per uso esterno si utilizza la viola in decotto su contusioni e scottature.

In cosmetica si utilizza l’essenza di violetta per la preparazione di profumi.
I fiori vanno raccolti non appena compaiono, al mattino presto, in una giornata assolata e senza vento e vanno essiccati in un locale fresco ed asciutto e vanno conservati in scatole di legno ermeticamente chiuse. Se i fiori vengono raccolti per ottenerne l’olio essenziale, le violette devono quindi essere utilizzate non appena raccolte affinché non perdano profumo e freschezza. Per l’estrazione si può applicare il procedimento a freddo – enfleurage à froid, o la macerazione a caldo nel grasso o a freddo nell’olio, o la distillazione in particolare per le foglie.

Le ricette con viola mammola

Uso interno: tosse e irritazioni delle vie aeree

Infuso

Mettete 2 g di fiori di viola mammola in 100 ml di acqua bollente e lasciate in infusione per almeno 15 minuti. Bevete dolcificando con un pò di miele.

Tisana di viola

Raccogliere i fiori di viola durante la fase di massima odorosità, quindi essiccarli accuratamente e velocemente.
Mettete in infusione una quantità di fiori essiccati a piacere, secondo i gusti individuali, in acqua tiepida. Lasciare riposare un poco e filtrare. Zuccherare, aggiungere qualche petalo una parvenza di scorza d’arancia.

Sciroppo di Viola

Macerare 10 g di fiori per 24 ore con 100 ml di acqua. Filtrare, aggiungere 200 g di zucchero e cuocere lentamente per 15 minuti.

Uso esterno: contusioni e scottature

Decotto


5 g di fiori in 100 ml di acqua. Fare lavaggi e applicare compresse imbevute di decotto sulla zona interessata.

Oleolito

Raccogli i fiori freschi di viola e lasciali asciugare per un mezza giornata, poi mettili in un vaso di vetro a chiusura ermetica, fino a riempimento e aggiungi man mano dell’olio di girasole. Lascia macerare per 15 giorni in luogo fresco e asciutto e al riparo del sole. Abbi cura di scuotere ogni giorno il vaso. Passati i giorni di macerazione, filtra con delle garze e conserva in boccette di vetro scure e utilizza l’oleolito sul viso che presentano acne e sono particolarmente grasse.

Come vi dico sempre, naturale non significa innocuo: prima di curarsi con le erbe è sempre necessario un colloquio con il proprio erborista di fiducia e chiedere un parere del proprio medico, in caso di patologie già in corso o se il disturbo non è più momentaneo.


Dott.ssa Ambra Centra

Bibliografia
  1. Alessandro Bruni, Farmacognosia generale ed applicata, Ed. Piccin, 1999,  ISBN: 8829915009
  2. Elisabetta Boncompagni, Erika Bianchi, Corrado Giua ,Guida bibliografica ai più noti fitoterapici, Aboca, 1999
  3. Enrica Campanini, Dizionario di Fitoterapia e piante medicinali, Ed. Tecniche Nuove, 2012, ISBN:978-88-481-2734-9
  4. Francesco Capasso,Giuliano Grandolini,Angelo A. Izzo, Fitoterapia: Impiego razionale delle droghe vegetali, Ed. Springer, 2006, ISBN 978-88-470-0505-1
  5. Ivano Morelli, Guido Flamini, Luisa Pistelli, Manuale dell’Erborista, Ed. Tecniche Nuove, 2005, ISBN: 978-88-481-1736-4
  6. Rita De Pasquale, Giuliano Grandolini,  Farmacognosia: Botanica, chimica e farmacologia delle piante medicinali, Ed. Springer, 2011, ISBN 978-88-470-1652-1
  7. Scoprire, riconoscere, usare le erbe – Fabbri editori
  8. Lunario di casa e campagna – Edizioni Del Baldo
  9. La Grande Enciclopedia delle Erbe, Dix editore